Posts Tagged ‘scuola’

C’era – una volta – la scuola serale.

La fabbrica prende, la fabbrica dà.

Contratti di tre mesi uno due poi rinnovo magari sospendo non si preoccupi prof comunque in prova può essere che dopo comunque nel frattempo.
Turni di due di tre poi si cambia ma forse la giornata però a sei ore vediamo otto ore e poi le notti se mi chiedono vuoi mettere a quanto le pagano le notti in fondo è soltanto da stare svegli le notti – o no.
I permessi per continuare a frequentare?

Continue Reading
0 Comments

Esiste.

La prima campanella di quest’anno scolastico è diversa da tutte quelle che l’hanno preceduta.
Ogni prima campanella è stata per me speciale, ma questa – beh, ha un batticuore in più.
Oggi esce in distribuzione il mio primo romanzo, La classe degli altri, pubblicato da Apogeo editore.

Sono emozionata.
E grata.

(tutte le info, sulla pagina in menù)

0 Comments

La scuola: un atto politico.

Quando nella mia classe di adulti lavoratori leggiamo insieme Il treno ha fischiato di Luigi Pirandello e alla fine gli chiedo: che ne pensate, e loro mi rispondono: che anche noi rischiamo di diventare così, e a volte siamo già così, sacripante guai finire così – io sto facendo un atto politico. 
Quando seleziono i titoli degli articoli da spedirgli in mailing list, perché ci pensino su prima di venire in classe (e i titoli sono, per esempio: “Muri del mondo” o “Perché la festa delle donne” o “Volevo solo vivere – Liliana Segre racconta”): io sto facendo un atto politico. 
Quando discutiamo de I fantasmi di Porto Palo; quando ogni singolo respiro si sente grattare nel silenzio tombale dell’aula alla fine del primo capitolo de L’ordine del giorno di Eric Vuillard; quando davanti al grafico dei risultati delle votazioni del ’46, alla voce “Partito dell’uomo qualunque” scoprono l’incredibile risultato del 5,3% dei voti, pari a trenta seggi trenta dentro il primo governo italiano dopo tutto il casino della guerra mondiale – ecco: io-loro stiamo facendo un atto politico. 
Quando nelle classi del mattino abbiamo fatto incontrare ai ragazzi: ispettori postali, profughi, carcerati, lavoratori, addetti alla sicurezza. Ecco: sono stati tutti atti politici.

Continue Reading
0 Comments

Un genio.

“…e messi in un vasel ch’ad ogni vento/per mare andasse al voler vostro e mio…”
– Non ci credo!
(Prima fila, lato sinistro).
– Ma questo è un genio: non ci credo…
– Rileggo?
– ah, sì! Devo sentirlo di nuovo!
– “…e messi in un vasel ch’ad ogni vento/per mare andasse al voler vostro e mio…”
– Quando è morto?!
-1321.
– Sì, ma quanti anni?
(Qualcuno fa la conta: cinquant’ e…)
– Non ci credo… Si sente il vento.
– Sì…?
– le “v”: si sente il vento. E il mare!! s…s…s…
Ride.
– Ma non poteva aspettarmi, uno così, che me lo sposavo subito? un genio… il mare…

Lei: ha vent’anni.
(La scuola, la sera)

0 Comments

La verità, vi prego, sulla verità!

È talmente fondamentale, che la notizia – già in sordina al mattino – ha continuato a scivolare giù giù, e la sera era praticamente scomparsa dalle testate on line.
Dice Valeria Fedeli, Ministro della Pubblica Istruzione, che siamo in un guaio: i ragazzi non riconoscono le fake.

Dice che: sì, è un problema.
Dice che: sì, la soluzione c’è.
Dice questo, dice, che la questione sarà:
«La certificazione del vero non solo delle informazioni ma anche dei contenuti che si trovano nel digitale»

No, non sono arrabbiata.
È che resisterò. Tutto qui.

Continue Reading
0 Comments