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Fantasmi d’amore e d’altro: in classe con Laura Pariani e Nicola Fantini

Che la letteratura del fantastico e del perturbante sia una terra fortemente generativa lo raccontano da tempo, e senza remore, i titoli, gli studi e le pubblicazioni dei due scrittori: in questa prospettiva si può leggere anche l’ultimo romanzo di Laura Pariani, Apriti, mare! pubblicato da La Nave di Teseo (un approfondimento si trova qui).
Peraltro, l’interrogazione dell’ombra (delle tracce che lascia dietro di sé, delle suggestioni, delle bizzarrie a cavallo tra questo mondo e altro) è alla base del ciclo di romanzi pubblicato da Sellerio e inaugurato dal fortunato Nostra Signora degli Scorpioni, in cui i due autori hanno unito la loro capacità immaginativa.

Lungo il tragitto che fu del Grand Tour sono le rive del lago d’Orta, in una terra lungamente trascorsa da viaggiatori illustri e paesaggi gotici, che accolgono memorie mondane e tradizioni ancestrali, autografi di scrittori immortali e cronache di delitti, musiche suonate da pianoforti amorosi e vite indurite da povertà e mancanza. Laura Pariani e Nicola Fantini si sono messi ad ascoltare quello che sottilmente permane di tutto quel mondo: al primo romanzo ne ha fatto seguito un altro, insieme sinfonico, inquieto e misterioso.

Arrivederci, signor Čajkovskij è un intreccio di piani fittizi e di vicende realmente accadute: il soggiorno del desiderato musicista polacco malato d’abbandono, la sua mecenate che lo ascolta dalla sponda opposta negandosi di incontrarlo, l’ingegnosa reinvenzione di Maria Antonietta Torriani (temeraria donna libera e per di più giornalista), la morte violenta di una splendida nobildonna, una strana malattia che adombra i giorni di cinque sorelline inglesi.
E su tutti – crepitanti, capricciose, ambigue – le voci degli abitatori delle Tenebre-di-mezzo: il coro incontenibile delle anime che tutto sanno tutto vedono tutto commentano, e che ogni notte scendono dal cimitero di San Quirico per attendere al Cours di Mòrt.

Fantasmi, riflessi incondizionati della vita umana, macchie di memoria, volontà che hanno ancora qualcosa da dire e per questo sono riottose ad andarsene: Arrivederci, signor Čajkovskij è un romanzo pieno di tensione e di corrispondenze invisibili, una storia costruita (non a caso) intorno al limite straordinario che circoscrive il tempo delle cinque Notti Nere del solstizio d’inverno, quando il mondo dell’indicibile sfiora il presente, comunque sia, qualunque sia.

Del rapporto che Laura Pariani e Nicola Fantini intrattengono con la dimensione dell’immaginifico dice molto questa parte della loro produzione letteraria.
Così “Fantasmi d’amore e d’altro” (che si propone come un itinerario novecentesco) si rivolge schiettamente a chi, pur in tempi di tecnologia, economia, pragmatismo e funzionalità,  “non ha paura del fantastico, sapendo che la sua verità è una sfida, e persino una minaccia, a tutto ciò che nel quotidiano trantran è fasullo, inutile e volgare”.

Il corso prevede una decina di ore d’aula in tutto, a cadenza settimanale: con letture, analisi, esercizi di immaginario (e una esercitazione di scrittura).
Tutte le informazioni si trovano qui.

Per chi si iscrive entro il 3 febbraio c’è questo:


Una intervista a Laura Pariani e Nicola Fantini, realizzata per la stagione Connessioni al Teatro Dal Verme, si può vedere qui.

Questo articolo è apparso in Cultweek, qui.

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